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| Ragazzi 2001 - Borussia Kabernet 4 - 1 (3 - 0) | |||
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Marcatore Borussia Kabernet: Stefano Croin Ammoniti Borussia Kabernet: Emanuele Zanella |
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La vera cronaca della partita con tutti i retroscena |
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Cavolo sono già le 14.10, devo passare a prendere i due fratelli Zanella (ma chi me l'ha fatto fare) e non so neanche dove si gioca. La borsa non è ancora pronta, d'altronde non la lascio toccare a nessuno. I denti... non me li lavo, tanto in mezzo a quei pecoroni nessuno se ne accorgerà. Dieci minuti dopo sono già per strada con Emanuele che mi racconta dell'esame di geometria fatto quel mattino e Francesco che mi spiega di essersi divertito molto a leggere i miei commenti sul sito (aspetta di leggere questa storia, vedrai che cambierai idea in fretta). A guastare il clima di armonia ci si mette subito di mezzo un autovelox che poco dopo Cerea mi ricorda come la patente a punti sia già una realtà. Si vede però che Emanuele ha una voglia matta di giocare, sta tempestando di telefonate Mattia che sembra quasi non gli voglia rispondere per dispetto. In più sbaglio strada e la sua indignazione arriva al massimo livello. Arriviamo al campo di "s.Pierin de Boolon" che la partita è già cominciata, così secondo le regole non possiamo entrare se non a partire dal secondo tempo. C'è chi non la pensa proprio così, forse ha ragione eppure gli avvocati dovrebbero essere rispettosi della legge. Pian piano il primo tempo si spegne e siamo sotto tre a zero. Le polemiche sono roventi, le sento tutte contro di me. Alla fine decido di abbandonare, BASTA ME NE VADO. Dopo pochi passi mi rendo conto di aver fatto una corbelleria. Ma vacca boia volevo giocare io, stupido che sono a dar sempre retta al mio orgoglio. Arriva anche Damiano a chiedermi di restare, è l'ultima speranza. No, non posso, ci farei una bella figura del cucco. E poi l'onore è sempre l'onore. Si, forse questo onore mi darà grande lustro. Sarò ricordato come un nobile guerriero. O più facilmente come un salame. Nello spogliatoio ci sono già gli avversari che si cambiano, mi par quasi di essere Napoleone in esilio all'Elba. Scambio anche due parole ma non mi sembrano molto contenti di parlare con me, forse finchè mi faccio la doccia non sono così bello da vedere come pensavo. Sento però che il momento della mia riscossa si avvicina. Eccomela servita su un piatto d'argento, rientro in campo pulito e cambiato. Manca il guardalinee, è il mio momento. Passo in mezzo al campo, come credo mi abbia indicato l'arbitro. "Baruffo" con un avversario che mi chiede di muovermi. COME SI PERMETTE penso, sta vincendo la partita e vuole anche che mi muova. Sono un generale io, non prendo ordini da nessuno, tanto meno dagli avversari. Per provocarlo gli dico: "QUANTI ANNI HAI RAGAZZINO, 15?" E lui mi risponde: "VARDA CHE TE SPETO FORA." Ecco, avevo torto lo sapevo. Vista l'intelligenza che dimostra non può averne più di 11. Sento che qualcun altro mi sta sgridando. Ma è l'arbitro. Basta, ci mancava solo l'arbitro. Basta, adesso è veramente troppo non ne posso più, sono stufo. Prendo la bandierina e la scaglio a terra. Anzi no, troppo scontato e plateale. Prendo la bandierina e la appoggio per terra. Ora ho capito, non è il campo di san Pierin, ho sbagliato luogo ed epoca. Questo è il campo di Waterloo, la sconfitta definitiva. Vaffanbagno tutta la classe degli avvocati. E degli arbitri, e dei giocatori...insomma tutti. Me ne vado a sant'Elena, li forse cercano un allenatore bravo come me. |
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