El lardo del rocolo

Borussia Kabernet non è solo calcio, vino, cene e stupidate, ma anche cultura. Per dimostrarvelo ecco una storia natalizia dedicata ad un territorio vicino al nostro, quello dei colli Euganei che da qualche anno è anche Parco Regionale.

El lardo del Rocolo

La vicenda di seguito narrata si svolge sui Colli Euganei e precisamente sul monte Rua dove ha sede un antico monatero di clausura dell'ordine dei frati Camaldolesi.

Alcuni anni fa tre amici di cui non vale la pena ricordare i nomi, dopo aver preso parte alla liturgia che si officiava ogni domenica all'interno delle mura dell'austero convento, si apprestavano a rincasare. Sulla via del ritorno furono colpiti da violenti crampi allo stomaco; era infatti dalla sera precedente che non mettevano nulla sotto i denti, come previsto da precetti religiosi ormai andati in disuso. Arrivati ad un incrocio uno dei tre propose di seguire una via che conduceva ad una angusta locanda dove non avevano mai avuto il coraggio e lo stomaco di fermarsi a desinare.

La padrona della bettola era un'anziana donna, nota anche come "la vecia oselona", nomea che gli derivava dal mestiere che svolgeva a perditempo di uccellatrice o forse da qualche altra attività che specie in giovinezza aveva svolto con altrettanta capacità e dedizione. I tre entrarono allora nel bugigattolo e trovarono ad accoglierli uno degli ultimi cantastorie dei colli che stava intonando una ballata che si potrebbe definire scollacciata, meglio conosciuta col titolo di:

Moselese, 1916 **

Nel mienovesentosedese
sula roca de moselese
tra finchi, seleghe e altro tipo de oselame
i se becava el cuo dala fame

(**A FONDO ARTICOLO LA TRADUZIONE)

Trascorsa una mezzora buona gli avventori della trattoria, stanchi nel sentire questa cantilena che subito li aveva tanto rallegrati, ma ora riusciva addirittura ad infastidirli, decisero di prendere quel che ritenevano spettasse loro di diritto, non riuscendo più a contenere la fame. Dal soffitto penzolava un bel pezzo di lardo e il più coraggioso (o per meglio dire il più incoscente) dei tre avvicinò la sedia, ci salì sopra, slegò il filo che ancorava quel ributtante prodotto suino al soffitto e ne addentò una generosa porzione. L'esempio fu subito seguito anche dagli altri due compagni e in breve finirono quell'orripilante leccornia. Poco dopo fece il suo ingresso nella sala la famosa "vecia oselona", sporca quanto trasandata. I suoi clienti pensarono nel vederla che la fama che la precedeva non era neppure lontanamente pari alla sua bruttezza. La vecchia, guardando il filo che penzolava solitario dal soffitto esclamò con disappunto "Chi se che me gà robà el me lardo, che el me servea par onsarme le 'moroidi sul culo'?".

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(**Traduzione)

Monselice, 1916

Nel millenovecentosedici
sulla rocca di Monselice
fringuelli, passeri e altre specie di uccelli
si beccavano il sedere per la fame.



Ermanno Pastorato